Il Gran Tour dei viaggiatori stranieri a Civita Castellana

Il Gran Tour dei viaggiatori stranieri a Civita Castellana

7 Maggio 2019 Archivio Storico 0

 

Il Grand Tour era un lungo viaggio nell’Europa continentale effettuato dai ricchi giovani dell’aristocrazia europea a partire dal XVII secolo per perfezionare la loro educazione. Il viaggio poteva durare dai pochi mesi fino ad alcuni anni. Le destinazioni principali erano la Francia, l’Olanda, la Germania, ma il paese privilegiato era l’Italia con tappe che toccavano le maggiori città  d’arte italiane, da Venezia alla Sicilia.

Trovandosi a una sola giornata di carrozza da Roma, Civita Castellana divenne tappa obbligata nei secoli XVIII e XIX per molti viaggiatori del Grand Tour, che ne trassero ispirazione per le proprie opere artistiche e letterarie.

L’altopiano, le forre, le pareti rocciose, il Forte Sangallo, il ponte Clementino, la Porta Falisca divennero i soggetti privilegiati di acquerelli, schizzi, pitture a olio, cronache e diari di viaggio…

Mozart suonò l’organo del Duomo nel 1770, Goethe vi sostò per una notte nel 1786, come documentato nel suo celebre Viaggio in Italia, Jean-Baptiste Corot vi soggiornò per diversi mesi tra il 1826 e il 1827.

Altri artisti documentarono e interpretarono i paesaggi civitonici: Edward Lear, Hendrik Voogd, Francis Towne, Samuel Prout, Russell Smith, Johann Christian Reinhart, Henry Cook, Carl Blechen, Jakob Wilhelm Mechau, André Giroux, Jacob Philipp Hackert, William Purser, William Brockedon, solo per citarne alcuni… le cui opere sono conservate nei musei e nelle biblioteche di mezza Europa.

I VIAGGIATORI STRANIERI A CIVITA CASTELLANA

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